Gli astronauti dell'Apollo 12 guidavano Corvette: ne resta solo una - Autoblog

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Gli astronauti dell'Apollo 12 guidavano Corvette: ne resta solo una - Autoblog

Le Chevrolet Corvette Apollo 12 non sono semplici automobili d’epoca, ma rappresentano un pezzo di storia che unisce due mondi apparentemente distanti: l’automobilismo e l’esplorazione spaziale. Attualmente, di queste vetture ne è rimasta solo una, ma il loro valore simbolico e collezionistico continua a crescere. La storia ha inizio alla fine degli anni '60, quando gli astronauti della NASA beneficiavano di un accordo esclusivo, che consentiva loro di guidare una Corvette nuova pagando solo 1 dollaro all’anno. Questo accordo speciale con un concessionario Chevrolet trasformò queste sportive in un vero e proprio status symbol tra i protagonisti della corsa allo spazio.

Durante l’era delle missioni Apollo, le Corvette divennero parte integrante della cultura americana. Gli astronauti, considerati eroi nazionali, influenzavano gusti e tendenze, e molti di loro sceglievano proprio la sportiva americana per eccellenza. Questo fenomeno prese il nome di "AstroVette", un soprannome che ancora oggi evoca quell’epoca irripetibile. Per la missione Apollo 12, gli astronauti Alan Bean, Charles Conrad e Richard Gordon decisero di fare una scelta particolare: non si limitarono a optare per una Corvette qualsiasi, ma scelsero tre esemplari identici di Corvette Stingray 1969, con una livrea nera e oro ispirata direttamente al modulo lunare utilizzato durante la missione. Questa decisione, non ufficiale e non imposta da Chevrolet, è ciò che rende queste auto così speciali oggi.

Oggi, solo un esemplare sopravvive. All’epoca, queste Corvette erano considerate automobili "normali", utilizzate quotidianamente e poi restituite o vendute come qualsiasi altra vettura usata. Infatti, due delle tre Corvette Apollo 12 sono andate perdute nel tempo, vendute, modificate o semplicemente scomparse. Diverso il destino dell’auto di Alan Bean, acquistata nel 1971 da un collezionista che riconobbe immediatamente la particolarità della livrea. Questo acquisto si è rivelato decisivo: negli anni '90, la vettura è stata restaurata alle condizioni originali, riportandola esattamente allo stato in cui era stata consegnata all’astronauta. Oggi rappresenta un pezzo unico, l’unico collegamento diretto tra la missione Apollo 12 e il mondo delle Corvette.

Il legame tra astronauti e Corvette, tuttavia, non durò a lungo. Nel 1971, General Motors decise di interrompere il programma di leasing simbolico e, poco dopo, la NASA introdusse regole etiche più rigide che impedirono accordi simili. Questo cambiamento segnò la fine di un’epoca. Oggi sarebbe impensabile vedere astronauti personalizzare auto sportive in base alle missioni spaziali. Eppure, è proprio questa unicità a rendere la storia delle Corvette Apollo 12 così affascinante, come spiega MATARESE AUTOMOBILI.

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