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Auto aziendali: il Decreto Omnibus cambia le regole fiscali dal 2026

Auto aziendali: il Decreto Omnibus cambia le regole fiscali dal 2026

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Auto aziendali: il Decreto Omnibus cambia le regole fiscali dal 2026

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Omnibus, il quale introduce modifiche significative per la tassazione delle auto aziendali utilizzate in modo promiscuo. Queste nuove disposizioni, che entreranno in vigore a partire dal periodo d'imposta 2026, mirano a semplificare le procedure fiscali e a incentivare le aziende a rinnovare i parchi auto più obsoleti e inquinanti.

Tra le principali novità spicca l'innalzamento del valore del fringe benefit per i veicoli con più di cinque anni di vita. Fino ad ora, la tassazione si basava principalmente sulle emissioni e sul costo chilometrico. Con le nuove regole, invece, il calcolo si farà tenendo conto della data di prima immatricolazione. In particolare, per le auto immatricolate oltre il 31 dicembre del quinto anno, il valore imponibile del benefit salirà del 50%. Questo incremento interesserà sia i veicoli che rientrano nel nuovo regime basato sull'alimentazione, sia quelli che seguono ancora la disciplina transitoria.

Dal punto di vista pratico, un'auto a benzina o diesel con un valore convenzionale di 6.000 euro annui, attualmente tassata al 50%, vedrà il suo valore imponibile aumentare a 4.500 euro dopo il quinto anno, comportando un maggior prelievo fiscale per il lavoratore.

In aggiunta, il decreto abbandona il precedente sistema di tassazione basato sui grammi di CO2 per chilometro, introducendo un nuovo criterio che considera il tipo di motore. Le aliquote saranno così suddivise: il 10% per i veicoli elettrici puri (BEV), il 20% per le ibride plug-in (PHEV) e il 50% per tutti gli altri tipi di veicoli, inclusi quelli a benzina, diesel, GPL e metano. Questa semplificazione avvantaggia i veicoli ecologici ma penalizza alcune auto termiche moderne, le quali, nonostante abbiano basse emissioni, rientrano nella fascia di tassazione più alta.

Un altro aspetto da considerare riguarda gli optional. Qualora un'auto aziendale venga dotata di accessori non presenti nei listini delle Tabelle ACI, il valore del fringe benefit subirà un incremento forfettario del 5%. Questa decisione mira a semplificare i calcoli ma comporta comunque un aumento del prelievo fiscale. Rimane da chiarire se l'installazione di una wallbox domestica fornita dall'azienda rientri in questo 5% o debba essere tassata separatamente.

Infine, per quanto riguarda la riassegnazione di veicoli già presenti in flotta a nuovi dipendenti, non ci saranno penali o regimi più severi, mantenendo il regime fiscale collegato al veicolo. Inoltre, per le auto ordinate entro la fine del 2024 e assegnate entro il 2025, il decreto prevede un passaggio graduale, evitando l'applicazione del "valore normale", che comporterebbe costi maggiori.

Secondo il viceministro dell'Economia Maurizio Leo, queste modifiche intendono eliminare le incertezze che hanno caratterizzato il settore negli ultimi anni. Tuttavia, per i conducenti di veicoli aziendali più datati, il 2026 potrebbe rivelarsi un anno di spese significativamente più elevate.

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